5 consigli per ottenere un contratto discografico

Get-Signed-To-A-LabelCOSA HANNO IN COMUNE LE BANDS E I DISCHI SCELTI DALLE ETICHETTE PER ESSERE PRODOTTI E MESSI SOTTO CONTRATTO? Ovvero…..le cose che le etichette vogliono e DEVONO trovare in un disco di una band emergente…e che rarissimamente trovano.

Ho lavorato per un tot di anni in una radio Fm e ora ho uno studio di registrazione ed un’etichetta discografica. Ascoltavo demo, ep e dischi di bands emergenti tutto il giorno, tutti i giorni. Sceglievo, valutavo, scartavo. Ora continuo a farlo. E’ il mio lavoro.
Quindi questo appello è per voi.

BECCATEVI QUESTI CONSIGLI DA SEGUIRE COME UN MANTRA prima di sprecare il vostro e il nostro tempo inviando dischi che non hanno questi requisiti. 

PREMESSA  Chiediamoci sempre: PERCHE’ DOVREBBERO INVESTIRE SOLDI SULLA MIA BAND? COSA OFFRO IO DI REALMENTE DIVERSO DAGLI ALTRI??

 1) METTI A FUOCO IL SUONO

Si tratta di avere le idee chiare, chiarissime. Il vostro suono deve distinguersi al primo ascolto. Può essere la voce del cantante molto particolare, l’uso di determinate tonalità o che ne so. Qualcosa. Fate questo esercizio: domandatevi…“Se ci fosse un solo particolare che potesse descrivere in maniera inequivocabile il suono della mia band…quale sarebbe?”.

Non gliene frega niente alle etichette se avete influenze diverse o a chi vi ispirate e bla bla bla.
Cercano roba nuova, diversa, originale.
Quindi lavorate sul vostro suono. Pure un sordo deve capire che è una canzone della VOSTRA band!
Ci vorrà un sacco di tempo. Ma soprattutto ci vorrà un fonico con le palle.
Ma quando sarete pronti, avrete la carta vincente per distinguervi dalle altre bands. E’ FONDAMENTALE. 

LAVORATECI SOPRA. ORA.

2) METTI A FUOCO IL MOOD

In etichetta si presentano bands che sembrano un’accozzaglia di stili e pensieri diversi. Non hanno nulla in comune e danno l’idea che ognuno vada per la propria strada invece di lavorare per uno stesso scopo. BOCCIATI!       SIETE UNA BAND, dovete pensare  DA BAND.

Avete un concept? Avete un mood? Noi in italia ne vediamo davvero pochi. Stiamo parlando di look, di abbigliamento, di dettagli, di particolari, di concept. Già questo accorgimento vi staccherebbe a prima vista dalle altre bands. I musicisti duri e puri qui stanno per cambiare blog……Ok li abbiamo persi. Pace!

Per tutti gli altri..vi invito a pensare a band storiche: i Kiss, i Beatles, i Devo. Tutti avevano un’idea, un punto in comune, uno stile, un concetto. NON SONO FRIVOLEZZE.

TROVATE IL VOSTRO. ORA. (prima che ve ne trovino uno loro che non vi piace).

3) CREA UN DISCO CHE URLI

Potrebbe sembrare un film horror “La vendetta del disco urlante”. In realtà l’unico film horror sono i demo osceni che le etichette devono ascoltarsi prima di trovarne uno buono. E stiamo parlando di qualità.
Il vostro disco deve URLARE quanto voi crediate nel vostro progetto!!

Roba amatoriale, registrata in casa, senza minima cognizione della teoria della registrazione, qualità scadente, mix e mastering approssimativi. SIETE SCARTATI. SUBITO.
O peggio ancora, il contratto prevederà che voi facciate sparire quel materiale o che lo ri-registriate a vostre spese nel loro migliore studio.. PERCHE’ COSI è INDECENTE.

Scegliete con cura lo studio di registrazione. PRETENDETE fonici e ingegneri del suono LAUREATI, con MASTER e con ESPERIENZA. Non basta la passione. Il disco si fa in studio. Se credete di risparmiare 300/400 euro andando in uno studio casalingo; beh fate prima a gettarli nel water.

Fatevi questa domanda:  PERCHE’ UN’ETICHETTA DOVREBBE INVESTIRE SOLDI SU DI ME, QUANDO IO PER PRIMO HO VOLUTO RISPARMIARE SUL MIO PRODOTTO, REGISTRANDO IN UNO STUDIO AMATORIALE, CON UN FONICO IMPROVVISATO O SENZA TITOLO?

TROVATE IL MIGLIOR STUDIO IN CITTA’. ORA. 

(ricorda: un circolo o un’associazione NON è uno studio professionale. Una SOCIETA’ con P.IVA è professionale. Gli altri sono fuffe).

4) SII UN PROFESSIONISTA

Per essere trattato da professionista, comportati da professionista.
Basta fare il coglione, basta mettere foto su fb dove sei ubriaco o sembri un bamboccio, basta arrivare tardi in studio o agli appuntamenti. STIAMO PARLANDO DI LAVORO. E corri il rischio di essere licenziato (o non assunto) dall’etichetta, così come in tutti i lavori.

Un’etichetta seria è fatta da gente che fa quello di mestiere: lavora al meglio per farti ottenere tutto quello che meriti..ma non ha tempo da perdere a controllare che tu non faccia caz.ate su facebook, che tu non rovini la tua e la loro immagine. TI SCARICANO. Presentati da subito in  maniera professionale, in orario, in ordine. Riordinate la vostra pagina di facebook, LA GUARDIAMO, SAPPIATELO. Lavorate per avere contatti e fans che vi seguono. Create post intelligenti (come questo). Eliminate le foto in cui siete sbronzi o sembrate dei 15enni arrapati. Insomma, è come un colloquio di lavoro.

CI SONO COSE CHE IL VOSTRO CAPO NON VUOLE SAPERE. MAI.

 

5) RENDITI VISIBILE

 “Se nessuno ti conosce allora vuol dire che non hai fatto niente per attirare l’ attenzione” (non è mia, l’ho presa in prestito.) Solo tu sei l’artefice del tuo successo. DATTI UNA MOSSA. Non esiste che appena fatto un disco tu ti presenti in etichetta e speri che ti prendano. Ti devi fare il mazzo.

LIVE, MARKETING, GUERRIGLIA, PARTNERSHIP, FACEBOOK, VISIBILITA’ ,MERCHANDISING, FANS… Non aspettare che il successo caschi dal cielo. DATTI UNA MOSSA. Fai un favore a te stesso e decidi se accontentarti semplicemente di parlare del gioco o se ti va di entrare in campo e giocare. Qui si tratta di agire non di perdere tempo in chiacchere e se sei veramente bravo è difficile non essere notato, le etichette sono alla continua ricerca di un buon prodotto.

Devi essere ovunque. FAI IN MODO CHE L’ETICHETTA ABBIA SENTITO PARLARE DI TE PRIMA ANCORA CHE TU TI PRESENTI.

Se sei un Signor Nessuno…beh…DATTI UNA MOSSA.

 

CONCLUSIONE

Vuoi un contratto discografico?? Bene. E’ un lavoro. Quindi devi lavorare. E lavorare sodo. Crederci, investire, non fare passi falsi…ma soprattutto CAPIRE SE LO VUOI DAVVERO. SE LO VUOI….allora forza! INIZIA ORA.

C’E’ UN MONDO CHE STA ASPETTANDO LA TUA MUSICA!!

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18 comments

  1. ma quante parole al vento…se ascoltaste veramente i demo con la volia di investire sul talento non ci sarebbe in giro tutta sta fogna che arriva dai talent….iniziate voi …ma ti pare che un esordiente(band o cantautore) abbia i soldi e le capacità per fare tutto quello che hai detto …ci vuole uno staff strapagato per rendere noto un gruppo..non lo sai? ma te dove hai lavorato fino adesso? la campagna pubblicitaria (50% del budget e parte fondamentale per la notorietà) gliela paghi te a sti poveri cristi???? sei messo male.

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    1. E’ sempre un piacere leggere commenti scritti con così tanta educazione… ti rispondo molto tranquillamente che lavoro esattamente per un’etichetta discografica e prima ancora selezionavo i brani che passavano in radio ascoltano demo tutti i giorni.
      “tutto quello che abbiamo detto” non è niente di più e niente di meno di quello che dovrebbe fare comunque ogni band.
      Il fatto di registrare in uno studio professionale e non da un amico in casa non è nulla di sconvolgente. Con tutto il mercato nero che c’è (purtroppo) gli studi professionali hanno abbassato di molto i costi. Ci si può autofinanziare e registrare un disco con un’ottima qualità senza svenarsi, te lo assicuro. Non stiamo parlando di rendere noto un gruppo, stiamo parlando di avere un approccio professionale per farsi scegliere dalle etichette in mezzo a tante proposte scadenti. La campagna pubblicitaria si fa tranquillamente con tantissimi sistemi furbi e d economici di guerrilla marketing. Credo tu sia rimasta legata a un metodo di promozione un po’ vecchio. Ti consigli di rileggere l’articolo e mettere da parte l’astio.

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        1. Ciao Stefano,
          non riceviamo contenuti via email perchè preferiamo valutare tutto il lavoro nel suo complesso: artwork, concept, credits, ecc..
          Ti consiglio di inviarlo via posta a Insomnia Studios, via caduti delle reggiane 5, 42122 RE
          Saremo felici di ascoltarlo
          A presto

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          1. Ciao,ho letto e riletto questo articolo,poichè sono innamorato della musica e ne potrei parlare per ore e ore senza mai stancarmi.Mi presento mi chiamo Giuseppe e come tutti i ragazzi ho un sogno chiuso nel cassetto che ho sempre avuto paura di mostrare a qualcuno,ma ultimamente non so perchè voglio che la gente sappia chi sono,come sono,cosa faccio e perchè lo faccio.Io sono uno di quelli della categoria “home made”,cerco sempre consigli nuovi da persone che di sicuro ne sanno più di me e non nascondo che ho un po’ di pezzi che nonostante il mio prematuro(soggettivamente scrivo pezzi da tenera età,è lo strumento che ho preso in mano da circa un annetto e mezzo)avvicinamento alla musica vorrei mostrare a qualcuno.Io non cerco false speranze,solo consigli,voglio registrare un EP da mandare a etichette,quante speranze ci sono che un etichetta ascolti il mio EP per prima cosa e per seconda quante che il mio lavoro non sarà calcolato a causa di altri già ascoltati e selezionati ?.Grazie 🙂

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    1. Ciao Matte! Non c’è un numero minimo o massimo…Genericamente (ma è un’indicazione di massima, non una legge) un LP (il classico cd) contiene dalle 10 alle 13 canzoni.
      L’EP che invece è meno di un LP e un po’ più di un singolo, è come un cd breve, quindi contiene 3/6 canzoni. Il singolo di solito contiene una canzone principale e un paio di altre canzoni (o versioni della stessa). Ovviamente dipende dal genere che fai, nel rap di solito i cd (quelli non troppo commerciali) contengono anche 15 brani. In bocca al lupo!

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  2. salve Horizons , come si fa per essere un cantante di electro pop ? è lo stesso di un gruppo di rock ? …. per piacere dammi informazione su questo genero ( electronic o electro pop )

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  3. Buonasera..io avrei una domanda un po’ diversa..io vorrei fare l’autore, scrivo canzoni intere chitarra voce o anche solo testo su musica. Lo vorrei fare di lavoro..come potrei fare? Potrebbe risp si questa mail? Grazie frenkdimeglio@gmail.com

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  4. In linea di massima non è che l’autore di questo articolo abbia tutti i torti, certamente per emergere un artista deve essere prima di tutto bravo, interessante e farsi il culo, ok.
    Ma tutti questi decaloghi su cosa fare e come fanno comunque ridere e sono anche un po’ lassativi. Non ce n’è, sarà cambiato il mondo della musica, non c’è dubbio, ma che diamine, uno scrive, suona, ed è capace di fare quello, ma non basta, deve fare guerrilla marketing, visibilità, merchandising… ma che caxxo dici? Ma fatela finita, a parte che tutti sti soldi chi è che li tira fuori? E poi non lo vedete che è tutto intasato? Pieno di gente sui social e sul web che cerca di farsi notare, e chi ci riesce? Le etichette stesse non stanno meglio, fondamentalmente ormai sono solo agenzie che vogliono i soldi degli artisti, perchè devi avere un ufficio stampa, devi avere quello che ti fa il planning, la strategia, ma di che caxxo state parlando? Certo che gli artisti si devono fare il culo, e fatevelo pure voi, andate voi ai concerti a sentire quanta gente brava c’è là fuori, invece di promuovere sempre le stesse cagate sperando di fare il colpetto. Fate il colpo grosso voi, abbiate fantasia, voi, investite, voi, invece di aspettare che i soldi li mettano sempre i soliti poveracci. Non diciamo strozzate, produrre decentemente un album costa diverse migliaia di euro, gli uffici stampa te ne chiedono in media 2000 per lavorare sei mesi, senza garantirti nulla, i booking te ne chiedono altrettanti, sempre senza garantirti nulla. E poi arrivano questi articoli, che dall’alto della loro grande esperienza ti dicono che se non sei nel giro è perchè non ti sei sbattuto abbastanza. Perchè si sbattono loro, invece? Ognuno faccia il suo lavoro, per dio. Una volta c’erano i manager, e le etichette, che investivano soldi negli artisti in cui credevano, adesso aspettano la pappa pronta. Il guerriglia marketing di o boia! Trovano l’artista interessante quando ha già fatto tutto il lavoro, prodotto il disco, fatto di tutto per farsi conoscere etc. Stanno lì a guardare quanti like hai su facebook o quante visualizzazioni hai su youtube, come se fosse quello che conta, imbecilli! Alzatelo pure voi il culo, invece di propinare sempre la stessa me r da.

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  5. Buon giorno ho letto il vostro articolo,chiaro ,diretto con un sacco di buoni consigli di cui ne faccio tesoro,grazie,perche’ tutto quello che dite è frutto di duro lavoro e di inestimabile tempo,mi presento,in arte mi cheiamo Paolo Landdi età ho superato oltre mezzo secolo,sono un cantautore e a mio modo compositore non avendo una band,mi avvalgo di un bassista che ha uno studio di registrazione è bravo e mi fa un prezzo da amico,ma mi chiedo se insieme riusciamo a dare il massimo è vero che un etichetta italiana mi ha pubblicato due brani ma tutto a mie spese,se vai,in uno studio di registrazione più professionale paghi molto di più e sono attualmente,bloccato sul da farsi io per conto mio non sono ancora soddisfatto al 100x 100 che devo fare non potendo disporre di cifre del tipo :euro 750 a brano epoi passa il tempo ma l’etichetta che mi ha fatto un contratto non midà ancora un euro,come faccio ad investire se non ho introiti?inoltre sono ancora alla ricerca di un contratto con una Major,potrei madarvi i miei brani in mp3 per sapere cosa ne pensate’ se si a quale indirizzo e mail?Grazie per l’attenzione,aspetto notizie Cordiali Saluti

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  6. Ciao! Provo ad essere molto diretta: 750 a brano è un f.u.r.t.o Professionale non vuole dire esageratamente dispendioso ma semplicemente un progetto a tutto tondo in cui la registrazione possa mettere in risalto la qualità del prodotto.
    Le etichette fanno sempre TUTTO a spese del musicista, funziona così è normale.
    Quali introiti ti spettano dall’etichetta? Diritti sulla riproduzione, passaggi in radio o altro?
    Io personalmente le major le eviterei come la peste. Ad oggi sono un tritacarne, ti cuciono addosso un personaggio che va bene per il LORO target e non per il tuo, e non è garantito che paghino.. anzi…!
    Quindi il mio consiglio è:
    1) accerchiati di persone fidate: grafici, social media manager, fonici, musicisti, che non devono per forza essere professionisti che paghi ad ore, ma semplicemente persone che sanno quello che fanno e credono nel tuo progetto. Parti dalla tua cerchia di amici e conoscenze. Ci sarà un fotografo, un grafico ecc…no??
    2) non ti focalizzare sul disco, focalizzati sui live. Un live ti porta:
    – piu soldi – piu in fretta – piu pubblico – più fama – piu interviste.
    3) quando hai creato la tua base di fan puoi far uscire il tuo cd sapendo che hai già un pubblico che te lo acquisterà.
    4) continuare a seguire questo blog! L’indirizzo nuovo è http://www.horizonsblog.it (questo dove siamo adesso è il vecchio blog che non aggiorno da un pezzo)
    5) a presto amico mio! Essere artisti in Italia è dura, ma la soddisfazione di guardarti allo specchi oe sapere che fai quello che ami è impagabile. Sono con te.

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  7. dire di evitare le major come la peste è una falsità….adesso…ho letto con piacere l’articolo e condivido quasi tutto ma questo no…diglielo a fedez di evitare le major quando non aveva un soldo cantava ‘che culo la major a scelto me’ in modo ironico ed è stato divertente….si ma adesso è ricco sfondato !!!per cui è tutto molto interessante ma non esagererei.se una major mi notasse sarei contento…https://www.youtube.com/watch?v=d_XWibFp85k

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  8. Ciao complimenti per il post. Vorrei, se ti va, un consiglio.

    Dunque, sto pensando di dare una mano ad un amico che si muove bene nell’underground hip hop da molti anni. Ma il nuovo album vorrebbe provare a sottoporlo ad un’etichetta, e mi ha chiesto di accompagnarlo in questa cosa, dato che tendenzialmente ho una certa pratica di marketing, ma in altro settore. Quindi non ho la minima idea di cosa mi troverò davanti e quali sono le consuetudini o le pratiche migliori.

    Quello che ho pensato è di presentare alle riunioni tutto ciò che ritengo utile a convincere l’etichetta della bontà del progetto, non solo l’album praticamente pronto, ma anche tutti i dati riferiti ai fans dell’artista, ai live, ai social, ecc, che sono a mio parere molto interessanti.

    Vengo finalmente alla domanda: come consigli di presentare questo materiale “informativo”? pensavo di stampare dei fascicoli con dati e numeri e di lasciarli insieme alla musica.

    Credi sia una buona idea?
    grazie.

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