Il 48,6% cambia canzone prima che sia finita

Quanto è accattivante la tua canzone? Secondo i dati appena pubblicati da Spotify, praticamente la metà di tutti gli ascoltatori (il 48,6%) cambia canzone prima che sia finita. Ma la cosa più scioccante è che quasi il 25% cambia canzone….dopo soli 5 secondi!!

songskipping2

Il grafico mostra come la tendenza a cambiare canzone (nello schema: “likelihood of skip”) sia intorno al 24,14% dopo i primi 5 secondi e si sposti sul 28,97% dopo i primi 10 secondi.
Tra i primi 10 secondi e i 30, la percentuale di ascoltatori che cambia canzone aumenta del 6,08…per poi arrivare alla metà degli ascoltatori totali (48,6%) che cambia in un punto generico del brano, tra i primi 30 secondi e la fine della canzone.

Questa scoperta arriva da Paul Lamere di Echo Nest, un sito di intelligence musicale appena acquistato da Spotify. Quest’acquisizione ha dato a Lamere accesso a un quantitativo infinito di dati, abbastanza per compilare queste tremende statistiche.
<<La sorpresa più grande per me è stato vedere quanto spesso cambiamo canzone>> spiega Lamere.

Ecco alcune considerazioni interessanti sul comportamento degli ascoltatori:

  • i più giovani cambiano canzone più spesso;
  • da devices mobili si tende a cambiare di più che dal desktop o dai computer portatili;
  • più si è presi dalla propria musica preferita, più spesso si cambia;
  • quando la musica è in sottofondo e stiamo lavorando o siamo in uno stato di relax, tendiamo a cambiare meno;
  • quando abbiamo più tempo libero, come nei weekends o appena tornati da una giornata di lavoro, cambiamo di più, perchè è quando abbiamo più attenzione da dedicare alla nostra musica.

Ovviamente detto ciò, canzoni con intro accattivanti hanno più possibilità di sopravvivere al primo grande scoglio dei 5 secondi. E’ proprio nei primi 5 secondi fino a 20 secondi che vediamo l’incremento maggiore nella tendenza a cambiare. Dai 21 secondi in poi l’incremento è costante ma minore.

songskipping3

 

Al di là dell’ovvia e banale considerazione di Lamere in cui sostiene che i brani con intro accattivanti hanno più possibilità di resistere (grazie, non ci saremmo arrivati) questi dati sono importantissimi per valutare come costruire un brano o come crearne il relativo radio-edit (le versioni dei brani da spedire alle radio):

  • quando posso tenere lungo un intro, magari solo d’atmosfera, prima che i miei potenziali ascoltatori cambino stazione?

Oppure se intendiamo distribuire i nostri brani su Spotify, dove la scelta e la possibilità di cambiare brano è immediata:

  • come posso modificare l’intro in modo da spingere l’ascoltatore a proseguire nel brano?
  • dopo quanti secondi dovrebbe partire il ritornello, lo special o il bridge?
  • con che frequenza aggiungere dei ganci (in termine tecnico “hook”, ovvero qualsiasi elemento che serva a mantenere viva l’attenzione su qualcosa, come suoni particolari o cambi di tonalità o altro)
  • vale la pena mantenere la stessa intro che ho per il cd o posso creare una versione (un edit appunto) per questi siti?
  • vale la pena sacrificare un po’ il mio intro a favore di un ascolto più prolungato?

Per noi la considerazione più grossa è la valutazione di quanto la nostra attenzione sia diminuita a causa dell’aumento delle informazioni che riceviamo dal mondo esterno. In un ambiente con abbondanza di informazioni (come internet in generale, o anche solo un microcosmo come un social network o un sito musicale in free listening), la scarsità che ne deriva è quella dell’attenzione, che deve appunto essere distribuita su un numero maggiore di input.
E’ per questo che la soglia si è ridotta fino a 5 secondi…. prova a pensare a quando ascoltavi la musica in audiocassetta… ti saresti mai sognato di cambiare brano dopo 5 secondi???? Era talmente faticoso riavvolgere o passare ad un brano successivo, che questo bastava a farci ascoltare (ed apprezzare) tutto il brano.

La combinazione di:

+ scelte
+ input
+disponibilità
+facilità
+ fruibilità

hanno portato quindi ad una scarsità di:

– attenzione
– tempo
– pazienza
– tolleranza

Fino ad arrivare ad una soglia di tolleranza per 1/4 di noi di 5 secondi.
Questo significa che anche l’input che fa sì che decidiamo di superare la soglia di ascolto dei 5 secondi deve essere più forte che in passato. Se un tempo, un intro d’atmosfera, sarebbe stato largamente apprezzato…ad oggi purtroppo è sacrificato a favore di impulsi immediati e più forti.

Secondo noi questi fattori vanno tenuti in grande considerazione per la scelta di un singolo o del tipo di distribuzione che si intende poi fare del disco.
E tu cosa ne pensi??? Scrivicelo qui sotto!!!

Ti è piaciuto??
Leggi anche: le 13 bugie dell’industria musicale
e anche uno dei nostri articoli più apprezzati: 14 motivi per cui DEVI regalare la tua musica

 

Ringraziamo Mr Super F Uck per la correzione notturna!! Grazie!!

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